C’è una rotonda, una delle tante spuntate dal nulla nel nuovo millennio, e c’è un supermercato con un parcheggio dove riposano spesso i camionisti di lunga tratta. Di fianco, la vecchia e lenta via Emilia che porta al mare. Intorno, una delle zone industriali della periferia di Casalpusterlengo, il paese col nome buffo che si trova sulla A1, l’autostrada che collega Milano al Sud.

Un lembo di terra di confine e di transito, dove le storie spesso passano senza lasciare traccia, dirette sempre altrove. Qui, a pochi chilometri dal Po, dove quando non c’è nebbia c’è afa, i MaNiA hanno il loro Quartier Generale, che ha tutta l’aria di essere una cosa seria. Hanno iniziato con modestia, in una stanzetta dove il suono restava imprigionato e dalla quale si usciva solo con un gran mal di testa e pochi risultati.

Un giorno però Apo ha deciso di buttar giù una porta per vedere quello che ci stava dietro, e per i MaNiA si è aperto un mondo. In poco tempo hanno colonizzato tutte le stanze che hanno trovato, e a botte di colore e cartongesso le hanno trasformate in un Quartier Generale dove la musica dei MaNiA ha iniziato a respirare e a prendere il volo.

Lo scorso ottobre a CasaMaNiA è arrivata anche una stufa a legna ed ogni cosa sembra pronta per affrontare l’inverno del loro primo disco. Nelle stanze ci sono divani, sedie, tappeti e strumenti musicali. C’è casino, e sempre qualche amico che porta le birre per tutti. L’aria ha l’odore dei posti dove si suona, si suda e si sogna. Il calendario dice Novembre, ma fuori è ancora caldo: la pianura lodigiana quest’anno è magnanima e non sta ancora mettendo tutto sottovuoto. L’aria è chiara e mite sopra questo capannone di periferia dove i ragazzi provano e vivono, tanto che è più probabile trovarli qui che a casa loro. Le sorelle di Fex lo avrebbero venduto volentieri, il Quartier Generale, ma niente, ormai i ragazzi hanno messo radici e non c’è verso di cacciarli.

Il Quartier Generale è vivo e pieno di musica.